“Per campanilismo si intende l’attaccamento alla propria città, ai suoi usi e alle sue tradizioni. La difesa di tali valori può talvolta determinare uno spirito di rivalità anche molto acceso con i centri vicini, Pertanto il campanilismo, pur avendo esempi su ampia scala, caratterizza soprattutto le divisioni culturali, sociali e sportive tra piccoli paesi o province”

Quello che leggerete sarà visto bene, male, e molto male. Ma vi prego di leggerlo.

Io provengo da una cittadina ligure, Varazze, poco più di 13.000 abitanti.Oggi Varazze vive in un campanilismo dilagante, chiusa in un feudo ad autoproclamarsi la più bella. Tutto questo è profondamente sbagliato, tutto questo ti estranea dalla realtà.

Oggi, come non mai, dobbiamo essere estremamente critici, imparare a guardare fuori dalle nostre punte, Aspera e Mola, perchè qualche km più in la ci sono esempi da seguire, qualche km più in la c’è chi non fa della rumenta il business con discariche in mano ai soliti noti, c’è chi tutela il verde e spinge per far diventare area pedonali zone di passaggio veicolare, c’è chi sta aiutando la piccola media impresa, togliendo le macchine e mettendo dehors, c’è chi si inventa accordi con le ferrovie per far venire i turisti senza intasare il nostri paese con le auto, c’è chi ha un programma sul turismo decennale, c’è chi a spiaggia ha trovato il modo per far entrare i cani senza problemi, c’è chi la sera chiude le strade al traffico e chi in accordo con i commercianti cambia gli orari di apertura e apre la sera. 

Basterebbe copiare e guardare avanti.
Dobbiamo smetterla di litigare tra associazioni, l’unione fa la forza.
Dobbiamo avere senso critico e smettere di dire quanto siamo belli quanto siamo unici e quanto siamo stupendi. La realtà è che oggi Varazze è sporca, confusionaria e disorganizzata , per non parlare dei weekend dove vige anarchia pura.
Non basta un palco o una sagra a rilanciare un nome, un brand come “Varazze”. Ci vuole una programmazione seria, fatta a tavolino, da qui a 10 anni, lasciandosi alle spalle scazzi tra commercianti e albergatori, albergatori e bagni marini, bagni marini e ristoratori, ecc ecc. Dobbiamo proporre un’offerta a 360 gradi, con l’aiuto di tutti, lasciamo da parte il nostro carattere ligure. 
Varazze non offre nulla ai suoi cittadini, non da nulla ai giovani che li spinga a rimanere a vivere, a investire tempo, denaro e idee. Nulla. Questo è quello che dobbiamo capire, un domani la nostra città sarà fatta di vie bellissime ma vuote, case bellissime ma vuote.

Oggi dobbiamo imparare ad essere una città smart, al passo con i tempi. Tecnologia, pulizia, servizi, rete, condivisione. Dove sono queste parole a Varazze? Il mondo va in quella direzione, va estremamente in quella direzione, e alla velocità della luce. Varazze è già molto indietro.
Mettiamoci subito a riconcorrere una società che avanza, basta pensare al passato, pubblicare foto in bianco e nero e dire “che bella vaze”, i ricordi sono belli ma si vive guardando avanti.
Ora arriva l’inverno, le feste sono finite, è il momento di guardare oltre.

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