STAZIONI LIGURI. ALTRO CHE TERZO MONDO

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Tralasciando per un momento i continui disservizi e i continui ritardi di tutta la rete ferroviaria regionale ligure, volevo parlare un attimo di quello che una persona deve “subire” ancora prima di aspettare il treno in ritardo.
Facciamo un esempio, la tratta, SAVONA-GENOVA che utilizzo spesso, che centinaia di pendolari ogni mattina utilizzano.
Dovete sapere che le stazioni delle città più popolose e importanti sono all’interno di un pacchetto chiamato “GRANDISTAZIONI” una società controllata al 60 per cento da Ferrovie dello Stato e al 40 per cento da Eurostazioni Spa, di cui fanno parte Edizione Srl (Gruppo Benetton), Vianini Lavori Spa (Gruppo Caltagirone), Pirelli & C. Spa (Gruppo Pirelli) e Sncf Partecipations S.A. (Société Nationale des Chemins de Fer).
Le stazioni di città mediamente popolate fanno parte di un progetto chiamato “CENTOSTAZIONI” altra società nata dalla partnership tra Ferrovie dello Stato Italiane e Archimede 1, Gruppo SAVE (Sistema Aeroportuale di Venezia e Treviso)

GENOVA PRINCIPE E BRIGNOLE fanno parte del progetto “GRANDI STAZIONI”
SAVONA rientra nel progetto “CENTOSTAZIONI”

Detto questo passiamo ai fatti. Facciamo un giro virtuale, come se dovessimo fare un viaggio in questo momento, partendo dalla stazione di Savona.

Anni e anni di lavori per avere una stazione pressochè uguale, se non addirittura più scadente. La “mission” delle due società era “riqualificare” le stazioni, renderle più fruibili e smart, tutto a vantaggio del pendolare. Ma è così davvero???
Come vedremo la vera mission di queste società è guadagnare, far spendere soldi al pendolare e non dare nulla e dico nulla a vantaggio del cittadino che decide di prendere il treno.
A Savona la biglietteria ha il più delle volte una biglietteria aperta, e una macchina automatica aperta, sono stati creati spazi commerciali assurdi, completamente vuoti, tutto è semi-abbandonato tranne un’enorme SALA SLOT vergognosa, ci si avvicina ai binari e ci si accorge che scale mobili non esistono per salire, magari con enormi valige pesanti (pensiamo ad un anziano), ci sono gli ascensori, vero, ma il più delle volte sono fermi, in manutenzione, bloccati o non ancora terminati.
Questa società è la CENTOSTAZIONI che ha ovviamente finito prima le parti commerciali, ha dato prima gli spazi alla sala slot e con calma, con estrema calma per non dire calma piatta sta procedendo a dare i servizi che davvero servono ai pendolari.
Arriviamo a GENOVA. società GRANDISTAZIONI.
Premetto che per me la stazione di Genova principe era e dico era, bellissima.

Oggi che troviamo???
Anni e anni di lavori per avere cosa???

Negozi, negozi e negozi, è stato aggiunto un piano per fare attività commerciali, per fare utile, la biglietteria storica, comoda e ampia è stata spostata in una stanza bollente e molto più piccola, le scale mobili non funzionano mai, gli ascensori per salire sui binari sono ancora da terminare, non ci sono proprio, i pendolari sono costretti a farsi aiutare per portare su i bagagli, le obliteratrici sono pochissime e quasi sempre non funzionanti. Come a Savona le società hanno pensato bene di “riqualificare” mettendo negozi in grado di generare utile (per loro) e fregarsene dei veri bisogni dei cittadini che ogni giorno hanno bisogno di servizi normali. Se invece si decide di scendere a Genova Brignole la situazione è ancor peggiore.

Questa è la situazione delle principali stazioni della Liguria.
La “mission” di queste due società (dove dentro ci sono caltagirone ecc ecc, e ho detto tutto) dovrebbe essere “Riqualificare, valorizzare e gestire” oggi in Liguria abbiamo delle stazioni al servizio del denaro, fallimentari (molte attività sono chiuse o mai state aperte) che non danno nulla ai cittadini, anzi.

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