#SAVONAMUORE (anche i piccoli comuni)

SAVONA MUORE

A Savona chiuse il doppio dell’imprese che nel resto d’Italia. Questa notizia mi fa venire la pelle d’oca.
La risposta più semplice che gli amministratori locali sparano è: “colpa della crisi…ecc ecc”.
E no signori miei, proprio no.
La colpa sono le vostre precise scelte politiche, completamente folli e sbagliate. Come i vostri capi a Roma con il Governo Renzi, come la vostra Paita in Regione, anche voi a Savona portate avanti la logica del sacro Dio Cemento portato appoggiati dalle vostre “care” cooperative rosse.

La Liguria è una terra fatta di tradizione, di piccoli paesi, di economia locale, di botteghe, di artigiani, di piccoli agricoltori, di turismo. Voi la state trasformando in una succursale della pianura padana.

La vostra idea di sviluppo è costruire centri commerciali enormi, vicinissimi ai centri abitati, prendete due piccioni con una fava, aiutate le vostre amate coop e rifocillate le grosse imprese edili cementificando tutto il nostro territorio.

Non potete nascondervi ora, VOI volete svuotare i centri storici, il cuore pulsante della città, quello vivo, quello vero, quello fatto di piccoli imprenditori che PAGANO davvero le tasse e vengono spremuti fino all’ultimo centesimo, mentre nei vostri centri assumete a tempo determinato persone a 800 euro al mese e le grosse multinazionali che aprono pagano le tasse chissà dove in qualche paradiso fiscale.
Questo voi lo sapete, e non fate nulla per fermarlo, anzi, lo incentivate.

In tutti questi anni non si è fatta nessuna reale politica economica locale, per favorire artigianato e piccola industria, per arginare lo squilibrio in atto a sfavore delle attività produttive e per combattere la recessione economica della città.

Mentre lo sviluppo industriale ed artigianale sta avvenendo in alcune città italiane grazie alla lungimiranza delle amministrazioni che riservano a questo le aree necessarie (es. a Cuneo, Madonna dell’Olmo, si sono insediate decine di aziende), a Savona le aree industriali vengono usate, con l’appoggio dei sindacati, per appartamenti (come per l’ex Italsider al porto o gli ex Solimano in via Nizza) o per centri commerciali (come per l’ex Metalmetron).

Non esistono motivi di interesse pubblico per approvare varianti al Piano regolatore (da destinazione produttiva a residenziale o commerciale) che guarda a caso finiscono per favorire i soliti imprenditori del cemento a danno dell’economia locale.

Eppure alcune aree savonesi, vicine all’autostrada e con collegamenti portuali, possono essere strategiche se promosse in modo opportuno. Ricordiamo che è l’offerta che crea la domanda. Concedere alcune possibilità di insediamenti produttivi o di imprenditoria turistica possono rappresentare una possibilità di occupazione, essere quindi decisivi per un rilancio dei consumi in città, con di conseguenza ripercussioni positive anche a favore del commercio, in grave crisi anche nelle strategiche vie del centro.

Savona dispone ormai di pochissime aree sulle quali fare politica di territorio, su cui si possano fare progetti per lo sviluppo della città. In questi anni questa amministrazione hanno compiuto scelte che hanno e avranno ripercussioni sulle generazioni future, e di questo dovrà rendere conto.

NOI siamo gli unici che siamo dalla parte delle piccole medie imprese, dei cittadini, dei piccoli imprenditori, del panettiere, del piccolo commerciante…A maggio pensateci e mandiamo a casa quella gente.

Se ti piace il post, condividilo. Grazie.