#OPENSIAE: LO STATUTO

OPEN SIAE

Filippo Sugar, figlio di Caterina Caselli, imprenditore, 43 anni, presidente della della casa discografica Sugar Musica Spa che ha lanciato personaggi noti.

Indubbiamente persona preparata e capace, non entro infatti nel merito della persona che secondo me nel suo lavoro è molto in gamba.

Entro nel merito dello Statuto di Siae.

Di fatto il principio 1 euro = 1 voto è sancito nero su bianco dallo statuto di SIAE, scritto da 2-3 personaggi insieme alle MAJOR DISCOGRAFICHE in regime di commissariamento durante un Governo tecnico (Monti). Normale quindi che alla Presidenza della SIAE finisse una persona del giro dei BIG.

Questo contesto, questo non va bene. Ripeto il mio non è un attacco a SUGAR (che stimo come manager e talent scout) ma un attacco diretto allo Statuto e a chi l’ha scritto.

SIAE è MOSTRO-ENTE pubblico economico sotto la diretta vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Presidente del Consiglio dei Ministri, gestito con un metodo unico e ridicolo, il suo attuale direttore generale è tale Gaetano Blandini, indagato nell’ambito dell’inchiesta G8 dell’Aquila dovuta al fatto che «in qualità di dirigente del ministero dei Beni culturali» ha «concesso o fatto concedere, in virtù della carica ricoperta, ripetuti finanziamenti pubblici per 1,8 milioni di euro in favore di società di produzione cinematografica per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio di Angelo».

Il tutto in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione, svolti su richiesta di Balducci da imprese di fiducia di Diego Anemone presso la sua abitazione, e della cessione a prezzo di favore di un’autovettura alla propria consorte. In particolare, Blandini ha finanziato i film Gas (2005), Last Minute Marocco (2007), Ce n’è per tutti (2009), Aspettando Godard (2009) e Io, Don Giovanni (2009), tutti interpretati da Lorenzo Balducci. In cambio, prosegue il Gip, Blandini «otteneva» da Balducci, «per il tramite di Anemone, quale titolare dell’omonimo gruppo imprenditoriale e già avvinto da vincolo corruttivo con Balducci, ripetute utilità».

Lo Statuto di SIAE è da stracciare immediatamente, di fatto oggi gli associati “normali”, gli artisti non sono assolutamente rappresentati, non vanno neanche più alle riunioni associative tanto chi conta è il GROSSO ASSOCIATO che decide per tutti, una sorta di dittatura proprio come avviene in Parlamento.

Ci auguriamo che il nuovo Presidente vada in quella direzione, superando le attuali cariatidi che da anni governano in SIAE.

Nel frattempo noi stiamo lavorando per portare la nostra idea. Nuova rivoluzionare ed equa…a breve ne vedrete delle belle.

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