SIAE, E’ ORA DI CAMBIARE MUSICA.

10923804_351051255075828_4501278182687228626_o

Trattati europei, direttive comunitarie, evoluzione sociale ed economica, ma la Siae resta lì, come un bastione a protezione di un castello.

La Siae è in totale dissesto, perché lucra sui piccoli artisti, con tariffe inaccessibili, trattenendo i diritti d’autore per speculare in attività finanziarie, ma nessun governo la tocca.

Anche la giurisprudenza sta smantellando questo monopolio, nato in epoca fascista e mai abbattuto, e finalmente piccole start-up (start-up significa LAVORO e GIOVANI) come Soundreef possono entrare nel mercato e far concorrenza alla Siae, pur dovendo tenere sede in un altro Stato UE, perché per la legge italiana sarebbe illegale, basterebbe che in uno qualsiasi delle decine di decreti legge che il governo sforna venga inserito un emendamento che sancisca la fine del monopolio SIAE.

Solo questo permetterebbe una piccola grande rivoluzione nel settore, con nuove aziende concorrenti e nuovi posti di lavoro, ma soprattutto la libertà per l’artista di scegliere a quale servizio rivolgersi per tutelare il proprio diritto.

E sapete chi è il Direttore Generale della SIAE? Gaetano Blandini, rinviato a giudizio per corruzione, amico di Anemone e Balducci, quelli della “cricca” degli appalti del G8. E nessuno lo rimuove o, almeno, sospende.

Abbiamo appena sommerso il ministro Franceschini di interrogazioni perché si esprima in merito a tutte queste cose. Siae significa milionate di euro? Poteri forti? Speculazioni? Guadagno per gli ispettori? Abbiamo raccolto tutte le vostre segnalazioni e le stiamo convertendo in interrogazioni, continuate ad inviarmi materiale.

#Opensiae

Se ti piace il post, condividilo. Grazie.